
LA
RETE EUROPEA DELLE CITTA' DIGITALI
La
rete degli attori europei legata all'innovazione economica, tecnologica
e all'intelligenza
territoriale
La rete europea delle città digitali ha ricevuto nel
giugno 2002, dalla città di Parigi, il marchio " Parigi Europa"
La finalità del progetto è riunire, in ambito europeo, gli attori territoriali
e i portatori di progetti locali legati al campo delle infotecnologie.
Dopo tre anni dedicati ad una radiografia degli esperimenti
effettuati nelle numerose collettività della Comunità europea, la rete
si sforza oggi di favorire la sinergia tra gli attori coinvolti (per
esempio nella realizzazione di progetti per le reti a banda larga).
All'origine della sua costituzione vi sono le nuove
trasformazioni nell'uso delle infotecnologie su scala territoriale:
sono infatti gli attori territoriali che si sono mostrati interessati
alla creazione di un luogo di incontro e di scambio di esperienze in
ambito europeo, naturalmente la sola che oggi possa permettere una larga
presa di coscienza dei modelli pertinenti, un concreto lavoro di collaborazione
tra le collettività e i territori, ma anche una messa in rete dei poli
di competenza.
Partecipare all'elaborazione
delle componenti dell'intelligenza territoriale costituisce dunque la
finalità primaria della Rete Europea delle Città Digitali.
Riunire, con questa finalità, gli attori di tutti gli
ambiti, i ricercatori e gli esperti, in stretto legame con le istanze
europee, è il maggiore obiettivo della sua attività, al quale, chiaramente,
é legata l'assistenza alle collettività territoriali nella realizzazione
dei loro progetti inerenti le tecnologie digitali (messa in linea del
patrimonio culturale, sviluppo delle formazioni appropriate negli spazi
multimediali, servizi in linea, promozione di poli economici - come
per esempio i poli immagine che la RVN si sforza di mettere in rete
in ambito europeo -...), la creazione di reti europee delle collettività
locali, l'elaborazione di progetti per la Commissione europea e naturalmente
tutto cio' che è legato al campo dell'audiovisivo, dell'informatica
e del multimediale, definendo e stabilendo soprattutto i legami e le
interazioni esistenti tra l'insieme di questi ambiti.
Viene definita
"città digitale", prima di tutto, uno spazio di polarità e
di attrattiva, un territorio dell'innovazione. Secondo un'eccellente formula del nostro collega
Nicos Komninos, professore all'università Aristotele di Tessalonica,
siamo chiaramente, attraverso dei processi di innovazione, in presenza
di meccanismi di interazione tra gli spazi digitali
e i sistemi di sapere.
Una tale definizione permette di precisare bene gli
obiettivi dell'attività della nostra Rete. Un aspetto importante della
recente analisi della RVN consiste in effetti di conoscere, e far conoscere
meglio i meccanismi che permettono di capire:
- come
dei luoghi, degli spazi, dei territori tecnologici portatori di innovazioni
possano generare delle conoscenze e contribuire alla loro strutturazione
- come
degli scambi di sapere possano contribuire a creare delle polarità di
innovazione
- e infine,
questione che chiaramente ci è particolarmente a cuore, che cosa fa
si' che un territorio o una città sia in grado di promuovere un trasferimento
di competenze ?
Ogni attore territoriale, seguendo chiaramente il
proprio orizzonte culturale e geografico, avrà evidentemente delle risposte
un po' differenti. Si ricorderà a questo riguardo qualcuna delle nostre
analisi per quanto concerne le problematiche legate all'ambito locale
e regionale:
Le due potenzialità
della città digitale garantiscono da una parte l'offerta di un ambiente
favorevole all'innovazione tecnologica e dall'altra la capacità di produrre,
gestire e distribuire le conoscenze.
La città digitale permette di usufruire delle sue
potenzialità, offre un ambiente che è sia favorevole all' innovazione
tecnologica, ma anche capace di produrre, gestire e distribuire la conoscenza.
Essa deve dunque fornire prima di tutto un ambiente di apprendimento
che sia in un ambito reale (per l'insieme della popolazione e chiaramente
per la ricerca dell'impiego), ma anche nell'ambito del virtuale (competenza
nel campo dei processi di trasferimento delle conoscenze su scala locale).
In particolare desideriamo offrire un aiuto per ottenere questa finalità;
se la promozione e la diffusione delle tecnologie innovantive hanno
assicurato la realizzazione di reali «isole e quartieri dell'innovazione»,
è prima di tutto una nuova nuova organizzazione dello spazio della produzione
e del lavoro che appare necessaria in Europa in questo ultimo quarto
di secolo.
Tutti dobbiamo
contribuire a immaginare delle nuove forme di spazio (per esempio
il centro di ispirazione di Lahti creata dai nostri colleghi finlandesi
che incoraggiano una riflessione sulle prospettive future locali o gli
incontri che permettono di raccogliere le idee e elaborare dei piani
di creazione delle attività) e dei dispositivi territoriali che ridonano
fiducia agli attori territoriali.
Le
attività basate su delle nuove tecnologie hanno bisogno di condizioni
socio-economiche e culturali specifici per emergere e svilupparsi, in
modo soprattutto che le innovazioni tecnologiche appaiano sempre più
spesso come figlie della vicinanza spaziale tra enti differenti. A questo
riguardo resta da fare un importante lavoro di diffusione di pratiche
migliori:
Le
regioni che apprendono e i sistemi regionali di innovazione suppongono
nei loro funzionamenti istituzionali relativamente complessi una visibilità
che gli attori territoriali sono sempre lontani dal possedere, nonostante
esistono e sono stati pubblicati dopo circa quattro anni modelli teorici
pertinenti..
I legami tra le agenzie di sviluppo economico regionale,
le strutture che si occupano dell'impiego e le istituzioni universitarie
per esempio devono a questo proposito essere rafforzate attraverso chiaramente
degli incontri europei di diffusione dei progetti e delle realizzazioni:
si tratta chiaramente di uno degli obiettivi maggiori della nostra rete.
Cio' che oggi
è importante sul sito web di un'istituzione territoriale è precisamente
la messa a disposizione di tutta la collettività strumenti di formazione
e spazi virtuali che permettano le più sviluppate interazioni tra gli
attori regionali
-
All'livello delle osservazioni sull'innovazione, le strutture
che fino ad oggi sono state create non hanno realmente conseguito la
loro missione su scala internazionale perchè non hanno trasformato tutti
i loro dati in maniera strutturale. Abbiamo sottoposto all'attenzione
della Convenzione per il futuro dell'Europa cio' che noi chiamiamo un'agenzia
dell'identità e dell'innovazione che si rivela oggi più che mai necessaria
per le collettività territoriali europee. E' uno dei motivi che ci portano
a considerare l'urgenza con cui bisogna porre all'attenzione degli attori
territoriali l'importanza dei materiali di diffusione e in particolare
non tanto di considerazioni futili (ne esistono già tante), ma documenti
di sintesi sull'innovazione territoriale. La rete lavora particolarmente
su un spazio de documentazione che potrà essere prossimamente diffusa
e messa a disposizione di tutti.
RVN
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